Un reportage fotografico di Giovanni Nardini ci introduce nel mondo dei maestri ferrai, ultimi detentori di un’arte anticaC’è una lunga storia racchiusa nelle immagini che Giovanni Nardini ha raccolto in questo volume. E c’è un mestiere, antico quanto la storia dell’uomo – tanto da rappresentare un’età nella storia evolutiva della civiltà – che in Lucchesia ha conosciuto un grande sviluppo nei secoli passati.La ragione principale per cui maturò in Versilia e nella Lucchesia una fiorente industria della lavorazione del ferro, più che la presenza stessa del metallo fu la forza motrice dell’acqua, che fino all’avvento dell’energia elettrica fu reale protagonista di sviluppo economico e commerciale.Un mestiere, quello del ferraio, passato oggi da una dimensione industriale a una dimensione artigianale, un lavoro prezioso e spesso oscuro.Giovanni Nardini ama gli antichi mestieri, ricerca i gesti, scruta i volti, consacra alla storia ambientazioni che rischiano di dissolversi senza essere mai conosciute, attraversando la storia in punta di piedi pur avendola fatta.La sensibilità spiccata di Nardini, e una liaison personalissima con la luce, gli permettono di indagare le cose e gli uomini attraverso un uso spaziale della relazione luce-ombra. ‘Caravaggesca’, potremmo facilmente definirla; e, in questo senso, potremmo tranquillamente prendere a prestito alcune considerazioni di Renato Guttuso per esprimere la consapevolezza che Caravaggio aveva sulle cose da lui dipinte: “le cose da sole esprimono idee, filosofia e storia, perché da esse si sprigiona il ‘presente’ e il suo suono, la nuova condizione umana, i nuovi concreti rapporti tra gli uomini e degli uomini con le cose e la storia”.Ecco cosa si vede ed è vivo nel lavoro del Nardini, il rapporto degli uomini e delle cose con la loro storia.I gesti che il fotografo cattura sono gesti ripetuti, instancabilmente per secoli. Ma è proprio la ripetizione, infinita, di un gesto che crea una litania tradotta in preghiera.Il lavoro che libera; il lavoro che avvicina l’uomo al divino. E infatti, oltre ai volti ai gesti agli attrezzi da lavoro, c’è in queste immagini, rigorosamente in bianco e nero, una ricerca incessante della luce; quella luce fisica che Suger, abate di Saint-Denis, definì guida alla luce spirituale e che, come nelle cattedrali gotiche, diventa anch’essa protagonista dell’emozione provata dall’osservatore.Nella ricerca della luce, Nardini s’immerge nell’oscurità, cerca di riattualizzare la concezione luministica di Caravaggio e lascia che le sue immagini siano investite, per dirla con Marangoni, “di un getto violento di luce radente, in modo che alcune parti soltanto affiorino dalle tenebre nella luce” perché vengano consacrate per sempre al nostro patrimonio di conoscenza.La luce così trattata, proveniente di solito dall’alto sembra voler entrare all’interno di una grotta il cui significato da sempre racchiude in sé un patrimonio di miti e leggende. Santuari carichi di significati dove lo stesso Vulcano, dio del fuoco forgiava le sue armi metalliche. Ma anche luoghi terribili, segrete prigioni che ricordano Piranesi, dove tutto è insieme sublime e terribile.Le grotte, e le prigioni, forgiano eroi, accolgono eremiti, offrono visioni; come all’apostolo Giovanni, che in una grotta vide l’Apocalisse.Non di meno pregnante la concezione della caverna come grembo che accoglie.Ecco quello che va cercando Nardini, un patrimonio di storia, cultura tradizioni, un patrimonio che lo stesso vuole rimuovere dall’oblio restituendogli tutti i significati, finanche quello delle leggende popolari dove nelle grotte vengono conservati tesori immensi alla cui guardia stanno i maestri ferrieri custodi e tramandatori di un patrimonio inestimabile.Attraverso la luce divina scendiamo quindi in queste grotte simboliche dove troviamo uomini capaci di spiegarci il significato profondo della vita, un viaggio a ritroso alla ricerca della vera purezza.Questo progetto è stato promosso dalla Provincia di Lucca, Comunità Montana Alta Versilia, Comunità Montana Garfagnana, Comunità Montana area lucchese, Comunità Montana Media Valle, Parco Regionale delle Alpi Apuane Sabrina Mattei(Foto e testi di Giovanni NardiniFranche Tirature editoreeuro 25,00)